La rivoluzione del vertical farming

La tecnica di coltivazione sostenibile che sta cambiando il food system

“È una rivoluzione: aggiunge un ulteriore tassello all’evoluzione. Permette di ribaltare l’atavica pratica della scelta del luogo giusto per le condizioni più adatte, della selezione genetica per difendersi dall’ambiente esterno per la produzione di cibo. L’uomo è passato da nomade a sedentario con la scoperta dell’agricoltura, fermandosi nei terreni più prosperosi e, successivamente, curando e proteggendo quei luoghi per garantirsi profitto e prosperità.

Con il tempo ha affinato la tecnica per produrre meglio più cose, poi però è subentrata la pratica dello sfruttamento del suolo e dell’utilizzo massiccio della chimica per difendersi dagli insetti e parassiti. Grazie all’agricoltura verticale è possibile produrre cibo ovunque, eliminando l’utilizzo della chimica, dannosa per l’ambiente e per l’uomo: le vertical farming nascono vicino ai centri con maggiore domanda, accorciando drasticamente la filiera di produzione e minimizzando gli sprechi lungo la catena di approvvigionamento. ”

Foto: Agricola Moderna

La ricerca di sostenibilità sta conducendo il mondo agroalimentare a una svolta epocale, che potrebbe catalizzare la transizione ecologica anche in altri ambiti. Tra le novità più interessanti, spicca  l’agricoltura fuori suolo, nota anche come vertical farming. Abbiamo avuto la fortuna di parlarne con qualcuno che la sta praticando con successo in Italia: Pierluigi Giuliani, CEO & Co founder di Agricola Moderna, azienda che nel 2019 ha lanciato un impianto pilota di 1500 mq alle porte di Milano, per coltivare insalate e aromi. Ma prima di approfondire la conoscenza di questa realtà, spendiamo qualche parola introduttiva sul tema.

Foto di: Agricola Moderna

L’agricoltura sostenibile

L’agricoltura sostenibile include vari modelli produttivi. Il più famoso è l’agricoltura biologica, che vieta l’impiego di sostanze chimiche di sintesi nelle coltivazioni e lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Ma ce ne sono molti altri, come il modello degli ecovillaggi, realtà comunitarie improntate sulla ricerca e la sperimentazione di nuovi stili di vita, e l’agricoltura solidale, che produce in maniera equa, evitando lo sfruttamento dei lavoratori, il caporalato e altre attività illecite. Poi ci sono le tecniche di coltivazione: dall’antica rotazione delle colture, che mira a preservare la fertilità dei suoli tramite una variazione studiata delle specie agrarie, alla più moderna lotta biologica, in cui si contrastano insetti e parassiti delle piante attraverso antagonisti naturali (altri insetti, predatori, microrganismi). Fino alla cosiddetta agricoltura 4.0, che mette al servizio del food system le più recenti tecnologie.

Digitalizzazione, geolocalizzazione, software gestionali, data analysis, blockchain, domotica, robotica e altri strumenti tecnologici consentono infatti di avere un maggior controllo delle colture e delle risorse, aumentando al contempo la produttività. Ed è in questo quadro d’innovazione che si inseriscono le tecniche di agricoltura fuori suolo, che stanno avendo un enorme successo sia in Italia che all’estero. Si stima che il mercato agricolo verticale mondiale raggiungerà i 9,9 miliardi di dollari entro il 2025.

Foto: Agricola Moderna

Il vertical farming

Tra le tecniche dell’agricoltura fuori suolo, attualmente la più popolare è l’idroponica, che avviene tramite l’utilizzo un sottile substrato e una soluzione di acqua e sostanze nutritive. Può essere effettuata sia outdoor che indoor, ma spesso si predilige la coltivazione al chiuso e in verticale, perché assicura un’incredibile ottimizzazione degli spazi. Ma i vantaggi non finiscono qui: permette di coltivare ovunque, tutto l’anno, facendo crescere piantagioni forti e rigogliose in tempi molto veloci e in grandi quantità, con un aumento della produttività fino al 20% e un risparmio idrico fino al 90%.

Pierluigi Giuliani ci ha spiegato: “Le colture crescono in un ambiente naturalmente protetto da parassiti e infestanti, che permette un controllo costante di tutti i parametri di crescita presenti anche in campo aperto: aria, acqua, luce e suolo. Per questo motivo Agricola Moderna è in grado di garantire insalate e basilico freschissimi, raccolti 24 ore prima dell’arrivo al banco del supermercato, per 365 giorni l’anno, perché le condizioni meteorologiche o altri agenti esterni non influiscono sulla nostra produttività.”

“Le nostre piante sono costantemente monitorate, dal seme al confezionamento: grazie a innumerevoli sensori e sistemi di tracciamento raccogliamo un numero incredibile di dati che quotidianamente vengono analizzati e utilizzati attraverso dei software proprietari di A.I. che ci consentono di migliorare ogni aspetto della produzione. Il reparto R&D lavora alle migliori ricette di crescita per le nostre insalate e basilico, ma anche su altre varietà, per migliorarne caratteristiche ed elementi. L’obiettivo è offrire al consumatore finale cibo freschissimo, senza pesticidi, certificato nickel free e con elevati valori nutrizionali, ed essere partner di aziende farmaceutiche e cosmetiche per la fornitura di prodotti agricoli incontaminati con caratteristiche e sostanze specifiche elevate.”

Il vertical farming, quindi, assicura cibo di ottima qualità, garantendo una maggiore sicurezza alimentare, l’indipendenza dalle condizioni climatiche, la riduzione al minimo del rischio di contaminazioni e infestazioni delle piante, nonché l’eliminazione dal processo produttivo di scarti nocivi. A leggere queste meraviglie, viene da chiedersi come abbiamo fatto a stare senza finora!

Foto: Agricola Moderna

L’esempio di Agricola Moderna

“Il vertical farming è una pratica innovativa che si trova soltanto all’inizio. In questi anni ci sono stati miglioramenti importantissimi, come efficienza dei led e selezione genetica. Grazie allo sviluppo del settore riusciremo sempre a produrre più cose e ad un prezzo più basso. Tramite l’utilizzo di diverse discipline come agronomia, ingegneria e data, riusciamo ad avere dati chiari sulle crescite delle piante, i quali possono essere utili anche per la coltivazione in campo aperto.”

L’azienda fondata da Pierluigi Giuliani e Benjamin Franchetti rifornisce quotidianamente vari punti vendita della Grande Distribuzione e una piattaforma e-commerce. L’esempio di Agricola Moderna evidenzia come queste nuove tecniche rendano possibile un’agricoltura sostenibile anche in zone metropolitane. E ci ricorda quanto, nella rivoluzione della sostanibilità, sia prezioso il fervido slancio delle piccole imprese italiane.

Matilde D'Accardi

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